Con capitali interamente privati, è stata la società italo tedesca “Vent1 Capo Rizzuto srl” a realizzare 48 aerogeneratori, capaci di produrre 96 megawatt di energia pulita nel pieno rispetto dell’ambiente, realizzando così il più grande parco eolico d’Italia. In funzione dal settembre 2009, il parco sorge su un’area di circa 1.400 ettari nel comune di Isola Capo Rizzuto, uno delle zone più suggestivi della provincia di Crotone.
Grazie a questa grande struttura sono stati creati nuovi posti di lavoro mentre gli agricoltori che hanno offerto in locazione i loro terreni possono contare su un reddito supplementare. Nell’agosto 2003 Vent1 affida ai progettisti CBI Haren il compito di esaminare le condizioni del vento in alcune zone del crotonese, vengono così installate le prime cinque stazioni anemometriche ed inizia la misurazione della velocità e direzione del vento;
studi specializzati con sede in Germania e Gran Bretagna elaborano le prime perizie con risultati decisamente incoraggianti: con più di 2400 ore di pieno regime e oltre sette metri al secondo di velocità media, Isola Capo Rizzuto è una località eccellente nel panorama italiano per l’installazione di un parco eolico.
Gli esperti considerano queste condizioni off-shore, come se si trattasse di un parco eolico in mare, questo rende il progetto interessante per gli investitori e le banche. I colloqui con le principali banche per il finanziamento hanno successo, tanto che nell’estate del 2005 si avvia l’iter burocratico per l’approvazione del parco eolico.
Grazie a questa grande struttura sono stati creati nuovi posti di lavoro mentre gli agricoltori che hanno offerto in locazione i loro terreni possono contare su un reddito supplementare, l'impatto ambientale rispetta le norme di coesistenza e coesione con il terrritorio.
Così inizia una vera e propria maratona di approvazione che dura oltre due anni e mezzo: perizia di impatto acustico, studio sulla migrazione degli uccelli, osservazione su possibili effetti elettromagnetici delle turbine eoliche, relazioni geologiche, considerazioni economiche, valutazioni di impatto ambientale. I documenti riempiono decine di cartelle, durante la conferenza dei servizi, tutti gi enti interessati all’iter autorizzativo hanno dato il loro nullaosta. Nel novembre 2007, l’autorità regionale dà luce verde con l’autorizzazione unica. Nel frattempo il progetto preliminare negli anni dal 2003 al 2005 è diventato progetto definitivo ed esecutivo: pianificazione di strade, collegamenti interni, costruzione di ponti, fondazioni e torri, accessi, piazzole di montaggio e cavidotti.
Per conto della Provincia di Crotone, nel frattempo, Vent1 si fa carico di ricostruire la strada provinciale che era franata, sostenendo costi superiori al milione di euro, dal momento che mancavano i fondi nel bilancio pubblico; la strada serve oggi come accesso al parco eolico di Isola.
Tutti questi lavori non sarebbero stati possibili senza l’impegno di un’impresa locale di ingegneria. Gli ingegneri calabresi sono stati indispensabili quando si si è trattato di controllare il lavoro e coordinare o garantire gli standard di qualità insieme ai loro partners tedeschi, molto preziosa è stata la loro conoscenza dettagliata del luogo.
L’ora zero del parco eolico inizia con la costruzione di strade, piazzole e cavidotti, quindi la realizzazione vera e propria della struttura prende il via con il getto di pali e fondazioni in cemento armato, quasi filigranato: questo intreccio di ferro rappresenta il cuore della fondazione in calcestruzzo per ciascuna delle 48 torri eoliche. Ciò che appare relativamente delicato in realtà ha un diametro di venti metri, gli operai impiegano mediamente due o tre giorni ad intrecciare il ferro prima di poter recintare il tutto con una cassaforma di ferro, poi via libera alle betoniere. Devono versare l’enorme massa di cemento senza interruzioni in modo che non si asciughi.
In altre parole si lavora giorno e notte, dopo circa otto ore di getto continuo,la gabbia di acciaio è scomparsa, coperta da un telo la fondazione può asciugare in pace.
Ora si può passare alla costruzione della torre. Vent1 ha scelto la turbina eolica modello E82 della società tedesca Enercom di Hauri, la quale monta gli aerogeneratori su torri prefabbricate in cemento precompresso. I singoli segmenti di torre sono prodotti dal partner di Enercom dell’Italia meridionale, per rispettare l’ambiente gli enormi elementi delle torri, le pale e le gondole arrivano in nave dalla Germania e da Bari fino al porto di Crotone. Dal porto, infatti, il parco eolico è distante soltanto 7 Km, in questo modo l’impatto sull’ambiente dei 56 camion che trasportano il cemento e i 33 di trasporti speciali per ogni torre e i loro singoli segmenti è ridotto ai minimi termini.
Il paradosso è la necessità dell’assenza di vento per l’assemblaggio di un mulino a vento. La parte inferiore delle torri si compone di due enormi semi-gusci di cemento che vengono riuniti a coppie da una gru. Questo si può fare solo in assenza di vento perché altrimenti gli elementi rappresenterebbero una superficie di attacco troppo grande, ma il Dio del vento è benevolo e la squadra degli specialisti di costruzione può mettere i semigusci sopra il foro al centro della base e collegarli tra di loro, è richiesta grande precisione e delicatezza anche quando si tratta di piegare un ferro. I 18 segmenti di cemento delle torri, che hanno un’altezza totale di 98 metri, sono uniti tra loro con un collante speciale, alla fine tutti gli elementi sono ancorati alla base con cavi d’acciaio in tensione all’interno dall’alto verso il basso. Questo tipo di ancoraggio è il grande segreto di Enercom e così la torre eolica sale segmento per segmento verso il cielo accompagnata all’interno da un ponteggio mobile per gli operai. A volte fino a 12 gru sono presenti sul cantiere del parco eolico in Isola, autogru e tre grandi gru, quelle di grandi dimensioni sono in grado di sollevare pesi fino a 600 tonnellate,ad altezze superiori ai cento metri, un traguardo enorme; queste gru gigantesche sono rarissime, una deve arrivare addirittura da Amburgo.
L’ultima parte della torre di cemento è un cilindro d’acciaio sul quale è montata la gondola, questo elemento in fibra di vetro ha le dimensioni di un pullman;lo statore, il rotatore e le tre pale raggiungono insieme l’incredibile peso di 100 tonnellate.
A proposito di elica, già a terra le tre singole pale vengono unite per formare l’elica, ognuna delle quali raggiunge l’impressionante diametro di 82 metri e ogni pala di 40 metri; alla fine di ogni pala c’è una piccola piega, come quelle che facevamo da bambini quando costruivamo aerei di carta: questo WINLET è la garanzia per una migliore aerodinamica.
Ancora una volta è richiesto un lavoro di grande precisione quando la gru issa il rotore all’altezza di cento metri; tiranti nelle mani delle squadre speciali mantengono l’equilibro in questa operazione che dura tutta la giornata, anche in questo caso eventuali raffiche di vento sarebbero fatali.
Il naso di plastica completa la gondola esternamente, l’allestimento interno della torre prevede innanzitutto l’installazione di un trasformatore e lì converte la corrente per il trasporto alla sottostazione di Vent1 a fianco della cabina primaria Enel di Sant’Anna, qui la corrente viene trasformata in alta tensione ed immessa nella rete nazionale. Dopo aver sostenuto tanti costi, finalmente è il momento di raccogliere i frutti. E non solo per gli investitori.
Grazie a questa grande struttura sono stati creati nuovi posti di lavoro mentre gli oltre trenta agricoltori che hanno offerto in locazione i loro terreni per impiantare le torri eoliche possono ora contare su un reddito supplementare. Per questi agricoltori che operano in una zona di forte arretratezza economica, caratterizzata dal fallimento delle riforme agricole e dall’assenza di valide alternative di lavoro, la nascita del parco eolico rappresenta infatti una seconda fonte di reddito grazie al semplice fitto dei terreni. Inoltre non devono subire perdite nella gestione dei loro campi, a differenza di quanto avviene con i sistemi fotovoltaici che occupano ampie superfici. I singoli aerogeneratori del parco eolico sono distanti uno dall’altro diverse centinaia di metri, il suono generato dalle turbine eoliche è moderato. A duecento metri di distanza il fruscio del vento corrisponde ai valori prescritti per un quartiere residenziale di notte.
Gli imprenditori e i progettisti di Vent1 hanno rispettato anche le radici storiche. Da sempre, raccontano gli agricoltori, nella zona esiste un albero in mezzo ai campi arati da tutti, rispettato senza un motivo apparente, una quercia da sughero sotto la quale gli archeologi di Vent1 hanno scoperto due tombe preistoriche intatte: i reperti, di enorme valore archeologico, sono in viaggio per i musei regionali.
La quercia è sempre lì integra e al suo posto, la torre eolica che avrebbe interferito con il suo habitat, è stata spostata, perché Vent1 dice sul serio quando si parla di un contributo reale per l’ambiente, non solo nella produzione di energia ma anche nel rispetto dei valori tradizionali; questo rende il parco eolico un beneficio reale per l’uomo e la natura.
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